DESIRE

CULT

TRANSGENDER
IMAAN JOURDAN

Imaan Jourdan è un ragazzo in transizione che ha da sempre avuto un desiderio di cambiamento. Si è sempre sentito nato nel corpo sbagliato e ha avuto il coraggio di seguire quello che era da sempre il suo desiderio.

Imaan Jourdan is a boy who has always desired being different and who is transitioning. He has always felt like he was born in the wrong body and has had the courage to go after what he has always desired.

Quando hai avvertito l’esigenza di un cambiamento e in che modo l’hai soddisfatta?
Ho sempre sentito di essere diverso da tutte le persone che mi stavano intorno, ma negli ultimi tre anni ho avvertito la necessità di metter in atto questo cambiamento. Dopo periodi brutti, finalmente mi sto avvicinando alla luce; ho infatti soddisfatto questo bisogno di cambiamento iniziando il percorso della transizione vera e propria, con l’assunzione di ormoni ed interventi chirurgici.
Come vivi la tua quotidianità?
Durante la giornata amo uscire, visitare musei e vecchie chiese, mentre alla sera mi piace frequentare locali. Durante il giorno sono più tranquilla anche per quanto riguarda il mio look, mentre la sera emerge la mia creatività anche nello stile.
Ti è mai capitato di sentirti giudicato/a in un determinato contesto?
Sì, moltissime volte mi sono sentito giudicato, immagino per il mio stile differente rispetto agli altri. Ad esempio, anche il fatto di non avere le sopracciglia, cattura l’attenzione della gente. Comunque i giudizi della gente mi sono indifferenti, ormai ci ho fatto l’abitudine. Ritengo che sia meglio essere unici e avere uno stile proprio piuttosto che essere uguale a tutti.
Dove pensi che la tua personalità emerga nel modo migliore?
La sera, quando vado nei locali. Come ho detto prima, di sera la mia creatività e quindi personalità emerge di più.
Come vivono questo tuo cambiamento le persone a te care?
I miei familiari e amici lo supportano e non sono contrari. Di fatto la vita è la mia, così come anche tutte le scelte che compio.

Tornando indietro nel tempo, se potessi, cambieresti qualcosa?
Sinceramente non cambierei nulla del mio passato, alla fine si impara dagli errori che si fanno, dalle esperienze e tutto questo permette di crescere e allo stesso tempo conoscere meglio se stessi, i propri limiti e ciò che si vuole dalla vita.
Come vivi la tua sessualità?
Tranquillamente, anche se non la capisco bene. Sono sempre stato attratto dalle ragazze, ma anche i ragazzi mi sono sempre piaciuti. Ultimamente mi piacciono molto i ragazzi trans.
Diciamo che ritengo più importante la relazione piuttosto che il genere dell’altra persona.
A cosa ti ispiri come esempio da seguire?
Mi ispiro a persone che hanno uno stile unico e che non badano ai giudizi. Prendo spunto anche da usi e costumi del passato, dalla moda, dal galateo e soprattutto da personaggi vissuti in un’altra epoca; raramente da figure dell’attualità. Una delle mie fonti d’ispirazione – ed è da qui che probabilmente mi affascina il passato – è la figura di mia nonna.
La tua voglia di cambiamento esteriore ti ha arrecato delle sofferenze emotive?
Essere come sono attualmente, cioè di sesso maschile, mi ha provocato molta sofferenza. La decisione di cambiare nasce dall’esigenza di essere esattamente come sarei dovuto essere sin dalla nascita.
Come ti vedi tra dieci anni?
Sicuramente via dall’Italia, forse a Londra o a New York. Non vedo un futuro per me qui, perché credo che in questo paese ci sia troppa chiusura mentale. Sogno un appartamento tutto mio con un paio di serpenti e tarantole.

When did you feel the need for change and how did you satisfy it?
I have always felt different to everyone around me, but over the last three years I have felt the need to put this change into effect. After the worst of times, I’m finally getting closer to the light; I have indeed satisfied this need for change and have actually begun transitioning, taking hormones and undergoing surgical procedures.
How do you live day-to-day life?
I love going out, visiting museums and old churches during the day, while I like going to clubs in the evenings. I am more self-restrained during the daytime, my look is too, while my creativity emerges in the evenings, including in my style.
Have you ever felt judged in a given context?
Yes, I felt judged many times. I guess it’s due to my style that is different to that of others. For example, even the fact that I do not have any eyebrows catches people’s attention. In any case, I have got used to people’s judgements and am indifferent to them. I believe it’s better to be unique and have a style of your own rather than being the same as everyone else.
Where do you think your personality emerges at its best?
In the evening, when I go out to clubs. As I said before, my creativity and thus my personality emerges to a greater extent in the evening.
How do your loved ones feel about this change of yours?
My friends and family support this and are not against it. In fact, this is my life and all my choices are mine to make.
If you could go back in time, would you change anything?
Honestly, I wouldn’t change anything about my past. In the end, you learn from your mistakes, from experiences and all this allows you to grow while at the same time getting to know yourself, your limits and what you want from life.

How do you live your sexuality?
Comfortably, even if I don’t understand it well. I’ve always been attracted to girls, but I have also always liked boys. Lately, I like male trans a lot. Let’s say that I consider relationships more important than the gender of the other person.
What inspires you as an example to follow?
I am inspired by people who have a unique style and who do not care about judgements. I also draw inspiration from customs and traditions from the past, from fashion, from etiquette and above all from those living in another era; rarely from current figures. One of my sources of inspiration – and it is probably from this that the past fascinates me – is my grandmother.
Has your desire to change your outward appearance been caused by emotional suffering?
Being like I am now, that is, male, has caused me a lot of suffering. The decision to change stems from the need to be exactly as I should have been since birth.
Where do you see yourself in ten years?
Definitely not in Italy, perhaps in London or New York. I do not see a future for myself here, as I think there is too much closed-mindedness in this country. I dream of having a flat of my own, with a couple of snakes and tarantulas.

DRAG QUEEN
ROBERTO LEGRAMANDI

Roberto Legramandi è un ragazzo che ha il desiderio di un cambiamento esteriore, quindi diverso da Imaan e che si realizza nel travestimento. Roberto descrive il suo non come un cambiamento vero e proprio ma una sorta di metamorfosi che avviene durante le serate in alcuni locali.

Roberto Legramandi is a boy who wants to change his external appearance, different to Imaan, since his desire is to cross-dress. Roberto describes his desire not as a wish for real change, but a kind of metamorphosis that takes place in certain clubs in the evening.

Quando hai avvertito l’esigenza di un cambiamento e in che modo l’hai soddisfatta?
Il cambiamento non c’è perché fondamentalmente non è un cambiamento il mio. È una sorta di metamorfosi che appartiene al mondo della notte ed è più una scelta stilistica e artistica. Ho cominciato abbastanza presto, in casa, utilizzando i vestiti e gli accessori di mia madre. Successivamente, l’esperienza del palcoscenico mi ha aiutato a vivere meglio la mia scelta; intorno all’età di 18/19 anni.
Come vivi la tua quotidianità?
La mia quotidianità si contamina solo nel momento in cui mi capita di comprare delle cose, anche in negozi vintage: in questo contesto emerge la mia “doppia personalità”, dal momento in cui penso a come sarebbe perfetto su di me quel capo o accessorio.
Ti è mai capitato di sentirti giudicato/a in un determinato contesto?
Giudicato più che altro per un fattore di “invidia buona”, quindi in maniera positiva. Giudicato in maniera negativa, per come sono fatto io, non lo avverto tanto, perché non mi interessa. Non mi sento giudicato negli ambienti che frequento perché in questi contesti le persone ti apprezzano più che giudicarti.
Dove pensi che la tua personalità emerga nel modo migliore?
Questa metamorfosi avviene all’interno di determinati luoghi e lì rimane. Anche perché nella quotidianità sarei poco compreso e rischierei di tornare a casa con un occhio nero che poi starebbe male con il vestito bianco in previsione per la serata.
Come vivono questo tuo cambiamento le persone a te care?
I miei amici più intimi hanno appoggiato questa scelta. Mia madre all’inizio era un po’ turbata, più che altro perché aveva paura delle reazioni esterne; poi una volta spiegato bene il tutto, ha capito. Mio padre pensava all’inizio che fosse una fase transitoria, poi ha visto che andava avanti e per una serie di fattori ha capito e accettato, consigliandomi di divertirmi ma di farlo con la testa e di essere consapevole di cosa sto facendo.
Tornando indietro nel tempo, se potessi, cambieresti qualcosa?
Non cambierei la mia scelta artistica, rimarrei ancora sul mio personaggio dal momento in cui lo sento molto mio. Parlo di una diva senza tempo, ferma agli anni 70/80. Avrei forse voluto far emergere questa mia creatività molto prima. Anche se sono dell’idea che ogni cosa è giusta al momento giusto e non ha senso ripensarci dopo.
Come vivi la tua sessualità?
Ho vissuto la mia sessualità abbastanza bene. In famiglia l’hanno accettata senza drammi e tragedie. L’unico lato negativo è che molti ragazzi, quando gli racconti che oltre a te stesso c’è anche “un’altra persona”, vivono male questa realtà pensando che tu sia un’altra persona o che vorresti diventare donna solo perché ti travesti la sera. Sono molto riservato con la mia sessualità e tendo ad essere davvero tanto romantico in alcuni aspetti.

A cosa ti ispiri come esempio da seguire?
Il primo modello di base sono state le grandi dive degli anni 70, soprattutto Dalida. Paillettes, capelli cotonati, non con grandi trucchi, ma un personaggio molto Drama Queen, che sul palco si sente a proprio agio. Si sono aggiunti altri personaggi come Amanda Lear, la Vanoni e un po’ Patty Pravo. Cerco di avere quell’allure di classe, da diva, da signora parigina che cammina sulla Rive Gauche con un tailleur di YSL. Voglio essere distante dallo stereotipo volgare della drag, perché mi sentirei molto a disagio preferendo abiti lunghi eleganti.
La tua voglia di cambiamento esteriore ti ha arrecato delle sofferenze emotive?
All’inizio sì, poi ho capito che in realtà è solo voglia di vestirsi da diva e di esibirsi sul palco. Nella vita quotidiana non mi sento donna e non ho problemi con il mio corpo. Finché sai dividere le due cose, vivi anche bene.
Come ti vedi tra dieci anni?
Tra dieci anni mi vedo in un cabaret parigino. O chi lo sa, magari tutta questa cosa sparirà e mi troverò a non sapere cosa fare di tutti questi abiti, parrucche e trucchi. Anche se, essendo una cosa con la quale convivo e che fa parte di me stesso, non credo riuscirò mai ad eliminarla. Magari fra 10 anni l’avrò un po’ smorzata e non mi sentirò più la diva che sono ora, ma alla fine non si può mai sapere nella vita. Il mio personaggio rimarrà comunque sempre quello, perché il fascino degli anni 70/80 mi è sempre piaciuto e non riesco a vederlo in altri modi. Magari potrà mutare e diventare più avanguardista, ma non so dire come potrà essere perché è davvero impossibile dire cosa saremo o diventeremo noi. Cerco di vivere al presente e di puntare al futuro senza pensarci troppo.

When did you feel the need for change it and how did you satisfy it?
There has been no change, as fundamentally I have not changed. It is a kind of metamorphosis that belongs to the world of the night, which is more of a stylistic and artistic choice. I started early, at home, using my mother’s clothes and accessories. Subsequently, my on-stage experience helped me to understand my choice better; around the age of 18/19 years.
How do you live day-to-day life?
My daily life is only contaminated when I happen to buy things, even in vintage shops: in this context my “dual personality”
emerges from the moment I start thinking about how that piece of clothing or accessory would look perfect on me.
Have you ever felt judged in a given context?
Judged more than anything else as a result of “healthy envy”, therefore in a positive manner. Being the person I am, I don’t really perceive negative judgements, because they don’t interest me. I do not feel judged in the environments that I hang out in, because in these places people appreciate you more than judge you.
Where do you think your personality emerges at its best?
This metamorphosis takes place inside certain places and remains there. Especially since I would be poorly understood in everyday life and I would risk going home with a black eye, which wouldn’t look good with my white evening dress.

How do your loved ones feel about this change of yours?
My closest friends have supported this choice. My mother was a little upset at first, more than anything else because she was afraid of reactions from outside, then once I’d explained everything properly, she understood. My father thought it was a transitory phase at the beginning, then he saw that it continued and for a series of reasons he understood and accepted it, advising me to have fun, but to use my head and be aware of what I am doing.
If you could go back in time, would you change anything?
I would not change my artistic choice and would still remain with my character, since I feel it very much to be me. I’m talking about this timeless diva, who is stuck in the 70s and 80s. Perhaps I should have let my creative side out a lot earlier. Even if I am of the idea that everything is right at the right time and it does not make sense to think about it again afterwards.
How do you live your sexuality?
I have experienced my sexuality reasonably well. My family have accepted it without any drama or tragedy. The only downside is that many guys take it badly when you tell them that there is “another person” in addition to yourself, believing that you are another person or that you want to become a woman just because you dress up in the evening. I am very reserved with my sexuality and tend in some aspects to be really romantic.
What inspires you as an example to follow?
The first basic model was the great divas of the 70s, especially Dalida. Sequins, back-combed hair, without a lot of make-up, but a very Drama Queen character, who feels at ease on stage. Other characters have been added such as Amanda Lear, Vanoni and to some extent Patty Pravo. I strive to achieve that classy allure, like a diva, a Parisian lady walking on the Rive Gauche wearing a YSL suit. I want to distance myself from the vulgar stereotype of drag queens, because that would make me feel very uncomfortable, as I prefer long elegant dresses.
Has your desire to change your outward appearance been caused by emotional suffering?
In the beginning yes, then I realised that in actual fact it is only a desire to dress up as a diva and to perform on stage. I do not feel like a woman in my daily life and I have no problems with my body.
As long as you know how to separate the two things, you can be happy.
Where do you see yourself in ten years?
In ten years time, I see myself in a Parisian cabaret. Or who knows, maybe this whole thing will disappear and I will find myself not knowing what to do with all these clothes, wigs and make-up. That said, this is something that I live with and which is part of me, and I don’t think I will ever be able to delete it. Perhaps in 10 years times, I will have toned it down a bit and I will no longer feel like the diva I am now, but in the end you can never know in life. My character will always remain the same, because I have always been drawn to the glamour of the 70s and 80s and I cannot picture myself as any other character. Perhaps it will change and become more avant-garde, but I cannot say what it might be, because it’s impossible to say what we’ll be or will become. I try to live in the present and aim towards the future without thinking too much about it.