RITUALITY

CULT

Secondo l’enciclopedia Treccani, per spiritualità si intende una particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spirituali, l’insieme di elementi che caratterizzano i modi di vivere e di sperimentare realtà spirituali. Partendo da questa definizione, la psicologa Laura Porta ha riflettuto sul tema, attingendo dalla propria esperienza professionale.

Che cos’è per lei la spiritualità?
Tutto ciò che concerne o ha a che vedere con lo spirito. E’ una credenza, condivisa da un gruppo, circa l’origine e il destino dell’uomo, che determina pensieri, sentimenti e valori immateriali positivi, non esclusivamente in ambito religioso.

Qual è la sostanziale differenza tra mente e anima?
Per mente intendo i prodotti del cervello: i nostri pensieri, immagini e sensazioni che compongono le nostre funzioni superiori, alla cui base vi è un’attività cerebrale, molto spesso rilevabile a livello neurofisiologico. Per anima, concetto più effimero e incorporeo, intendo il soffio vitale, che sopravvive alla morte.

Quale tipo di conforto all’anima ed alla mente può portare la ritualità nella religione?
La ritualità rende il mondo prevedibile e atteso, pertanto la ritualità nella religione può portare conforto nel reggere l’angoscia di ciò che è ignoto (l’incertezza del futuro, le imprevedibilità della vita, la morte).

La ritualità può aiutare ad evadere dalla realtà? E l’evasione dalla realtà è una cosa positiva o negativa per l’uomo?
Se per evasione dalla realtà si intende il non fare i conti con essa, con tutto ciò che c’è nella vita, nel bene e nel male, non penso sia positiva. Un distacco dal dolore di una realtà negativa, può essere un’utile strategia difensiva e funzionale a una circostanza fortemente traumatica, ma non può permanere come una risposta stabile ai mali della vita. La ritualità può aiutare talvolta a reggere momentaneamente pensieri e vissuti dolorosi, ma non può essere una risposta risolutiva.

La ritualità, vista come ripetizione ossessiva di un gesto, una parola ecc, può essere un’effettiva via di fuga o è solo una sorta di rifugio?
Esistono ritualità e ripetizioni che fanno stare bene come i riti scaramantici, che inducono una sorta di atto magico, retaggio del pensiero infantile, che hanno come fine ultimo il controllo dell’ansia. Diversamente, la ritualità francamente ossessiva, dopo un primo momento di sollievo, produce malessere e costrizione. L’efficacia della ritualità può forse dipendere dall’effetto che produce in noi.

Perché sia il malato mentale sia il fedele si affidano alla ripetizione di gesti e/o parole?
Non è possibile dare una risposta univoca perché non tutti i malati di mente si affidano alla ripetizione. A voler cercare un elemento in comune tra alcuni riti malati e rituali religiosi millenari è possibile rintracciarlo nell’effetto calmante e di conforto che sono potenzialmente in grado di dare.

According to the Treccani encyclopedia, spirituality is described as a particular sensitivity and a deep support of the spiritual values, the set of elements that characterize lifestyles and the ways to experiment spiritual realities. Starting from this definition, psychologist Laura Porta has considered this topic relying on her professional experience.

What is spirituality for you?
Anything concerning or regarding the spirit. It is a belief, shared within a group, on the origin and the fate of human beings, thus determining immaterial and positive thoughts, feelings and values, not only in the religious sphere.

Which is the substantial difference between mind and soul?
When I talk about mind, I mean the products of the brain: our thoughts, images and feelings that compose our upper functions, based on a brain activity which if often detectable at a neurophysiological level. When I talk about soul, a more ephemeral and immaterial concept, I mean the vital breath able to come through death.

Which kind of comfort can religious rituality bring to body and mind?
Rituality makes the world less predictable and expected, therefore religious rituality may bring comfort in order to bear the anguish of the unknown (the uncertainty of the future, the unpredictability of life, death).

Secondo l’enciclopedia Treccani, per spiritualità si intende una particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spirituali, l’insieme di elementi che caratterizzano i modi di vivere e di sperimentare realtà spirituali. Partendo da questa definizione, la psicologa Laura Porta ha riflettuto sul tema, attingendo dalla propria esperienza professionale.

Che cos’è per lei la spiritualità?
Tutto ciò che concerne o ha a che vedere con lo spirito. E’ una credenza, condivisa da un gruppo, circa l’origine e il destino dell’uomo, che determina pensieri, sentimenti e valori immateriali positivi, non esclusivamente in ambito religioso.
Qual è la sostanziale differenza tra mente e anima?
Per mente intendo i prodotti del cervello: i nostri pensieri, immagini e sensazioni che compongono le nostre funzioni superiori, alla cui base vi è un’attività cerebrale, molto spesso rilevabile a livello neurofisiologico. Per anima, concetto più effimero e incorporeo, intendo il soffio vitale, che sopravvive alla morte.
Quale tipo di conforto all’anima ed alla mente può portare la ritualità nella religione?
La ritualità rende il mondo prevedibile e atteso, pertanto la ritualità nella religione può portare conforto nel reggere l’angoscia di ciò che è ignoto (l’incertezza del futuro, le imprevedibilità della vita, la morte).